Analisi UNICMI e FederlegnoArredo sul mercato della sostituzione dei serramenti e Ecobonus

Ecobonus

Ieri abbiamo segnalato la denuncia di tutte le Associazioni italiane del sistema dei serramenti che l’Ecobonus con lo sconto direttamente in fattura è una misura non praticabile che rischia di indurre una domanda che non potrà essere soddisfatta. https://www.porteefinestrenews.it/2019/05/07/ecobonus-sconto-fattura-misura-non-praticabile-per-associazioni-categoria/

Riportiamo l’analisi dell’Ufficio Studi UNICMI e FederlegnoArredo che segnala come il mercato della sostituzione dei serramenti vale 1,6 miliardi di euro, ovvero oltre il 50% del mercato complessivo dei serramenti nel residenziale (che vale 2,9 miliardi di euro).

Se, per via dello sconto dell’incentivo fiscale in fattura, si va ad intaccare questo mercato si sottrae una parte importante di ricavi per le aziende serramentistiche e si potrebbe anche pregiudicarne la sopravvivenza.

Le aziende del settore del serramento (indipendentemente dal materiale lavorato) hanno una struttura finanziaria potenzialmente vulnerabile, infatti il loro tasso di indebitamento, ovvero il rapporto tra i mezzi di terzi e i mezzi propri, è pari a 3 contro poco più di 2 delle medie aziende italiane (fonte Mediobanca).

Inoltre i crediti sul fatturato si attestato mediamente al 30%, questo vuol dire che le aziende serramentistiche non incassano il 30% di quello che vendono. Solo pochi anni fa, nel 2011 questo tasso era del 40% e abbiamo visto gli effetti nefasti sul settore con numerosi fallimenti di aziende per crisi di liquidità.

A prescindere dalla struttura finanziaria le aziende serramentistiche non hanno “capienza operativa” per assorbire una riduzione di fatturato importante che si produrrebbe per effetto dello sconto degli incentivi in fattura. I costruttori di serramenti hanno mediamente un EBIT (reddito operativo prima delle imposte e degli oneri finanziari) attorno al 5% del fatturato.

Nel caso di applicazione della detrazione in fattura, le aziende serramentistiche (che, in alcuni casi realizzano anche più del 50% delle proprie vendite nel mercato della sostituzione degli infissi residenziali), andrebbero matematicamente in perdita e difficilmente riuscirebbero a resistere per più di un anno.

L’applicazione di una norma di questo tipo contribuirebbe a indebolire l’equilibrio finanziario, inoltre limiterebbe la generazione dei cash flow operativo che le aziende serramentistiche utilizzano per finanziare investimenti, attività di marketing e tutte quelle innovazioni operative e strategiche che servono alla crescita e allo sviluppo virtuoso del settore.

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