A Riccione la prima PassivHaus in legno

PassivHaus

E’ partito da tre settimane il cantiere per la realizzazione della Passivhaus in legno di Riccione ed è già stato visitato da alcuni studenti del corso internazionale di Ingegneria dei sistemi edilizi di Ravenna, specializzati in Hystoric Building Rehabilitation, accompagnati dalla docente dott.ssa Donata Bigazzi.

Si tratta di un cantiere edile dedicato al mondo della bio architettura che sarà al centro di un corso di formazione per l’Ordine degli Architetti, in collaborazione con l’Università di Bologna, il prossimo 21 giugno.

Il progetto riccionese è dell’architetto Elisa Carucci, mentre la costruzione è affidata all’azienda Protek Case in legno di Rimini, che coinvolge un grande team di artigiani e professionisti di tutta la Romagna. Il progetto è stato validato da Passiv House Institute Italia, grazie al certificatore internazionale Gunther Gantioler.

Dopo le fondamenta sono state realizzate tutte le parti esterne e ora si passerà agli infissi, al cappotto e tutti gli interni. La casa su tre piani, realizzata nel pieno rispetto dell’ambiente, dovrebbe essere pronta per settembre.

Questa casa consente a chi la abita” spiega Luca Brighi di Protek “enormi benefici non solo economici ma anche legati al miglioramento della qualità della vita. Una casa solida, durevole, ecocompatibile, con un comfort elevato per tutte le stagioni”. L’apporto solare attivo soddisfa il 55% del fabbisogno energetico della costruzione.

La casa passiva è un edificio che copre la maggior parte del suo fabbisogno di energia ricorrendo a dispositivi passivi. Un’abitazione che assicura il benessere termico senza (o con) una minima fonte energetica di riscaldamento interna: senza alcun impianto di riscaldamento convenzionale, ossia caldaia e termosifoni o sistemi analoghi. Si tratta dunque di una casa che massimizza l’efficienza energetica.

È detta passiva perché la somma degli apporti passivi di calore dell’irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente all’edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell’involucro durante la stagione fredda. L’architettura passiva si avvale di “masse di accumulo termico”, cioè quantità di materiali con elevata capacità termica.

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