Viemme Porte: Rebranding di successo

Viemme Porte rivoluziona la sua immagine non solo. E in pochi anni il marchio Idoor, sinonimo della fortunata porta in TSS, si afferma come nuovo brand aziendale. Ne parliamo con Mario Volpi, ai vertici dell’impresa di famiglia

Mario Volpi (a destra) ai vertici di Idoor insieme al fratello Fabrizio e alla figlia Cristina

Quando il settore dell’edilizia stenta e trascina con sé tutto l’indotto legato ad abitazioni, arredamenti e finiture, la scelta di molti potrebbe essere quella di attendere tempi migliori. Non è il caso di Viemme Porte che, proprio negli anni di crisi, ha deciso di avviare un grande sforzo per realizzare una nuova sede produttiva di proprietà e supportare una crescita che negli anni ha visto l’azienda affermarsi sul mercato nazionale. Ciliegina sulla torta, un progetto di rebranding pensato per creare un’immagine più moderna e accattivante.

“Una signora porta” è il pay off scelto per affermare il marchio Idoor, protagonista dei grandi successi registrati negli ultimi anni, come nuovo brand aziendale. Nei rinnovati spazi di Castelli Calepio (Bergamo), il titolare Mario Volpi – al timone dell’azienda insieme al fratello Fabrizio e la figlia Cristina – ci racconta le ragioni di questa svolta. «È un ulteriore passo avanti deciso dopo anni di crescita continua, un segnale chiaro ai nostri distributori, che avranno a disposizione un marchio “forte” e immediatamente riconoscibile, ma anche per gli architetti che potranno proporre un prodotto ormai affermato, inserendolo nei propri progetti. Consideriamo questa operazione come un ulteriore rafforzamento della nostra immagine aziendale, con Viemme che si identifica chiaramente come un produttore in grado di creare e veicolare la propria identità attraverso un unico brand».

Da piccola azienda a grande produttore di porte. Può riassumere le tappe di questo percorso?
Siamo nati nel 1998 come distributori di ferramenta e rivenditori di porte per una clientela di serramentisti, per poi specializzarci nella commercializzazione delle porte in legno. La svolta radicale è avvenuta nel 2007: intuendo le potenzialità del TSS (thermo structured surface), che grazie alla rapida evoluzione tecnica iniziava a colmare il gap estetico e qualitativo con il legno offrendosi come alternativa importante in termini di rapporto qualità-prezzo, abbiamo scelto di avviare la produzione in proprio. Una decisione che ha immediatamente pagato in termini di risultati, consentendoci di affermare una precisa identità, che si è ulteriormente definita nel 2013, con il lancio della linea Idoor e la scelta di puntare allo sviluppo di un prodotto di qualità a un prezzo accessibile.

Gli spazi dedicati all’accoglienza riflettono l’immagine moderna e accattivante dell’azienda

Su quali presupposti si basa l’investimento per la costruzione di un nuovo sito produttivo e del magazzino?
Innanzitutto per una questione di ottimizzazione degli spazi, che ci consentiranno di lavorare meglio: in passato, infatti, contavamo su tre diversi immobili in affitto. Sono da sempre convinto che, sia per chi gestisce l’azienda sia per i collaboratori, lavorare in un ambiente percepito come “proprio” aumenti gli stimoli e la passione per fare sempre meglio. Ultima ragione, non per ordine di importanza, è quella di supportare la crescita che il mercato ci sta riconoscendo, con la possibilità di disporre di un magazzino in grado di ospitare fino a 25.000 porte. Siamo convinti che, in controtendenza con la scelta di molti altri concorrenti che lavorano sempre più su ordinazione, la capacità di garantire la pronta consegna di tutte le varianti a catalogo si traduca in un servizio che diventa il vero valore aggiunto.

“Idoor non è solo un brand, ma una scelta per guardare avanti” Mario Volpi

Quali sono le caratteristiche di un servizio che funziona?
Serviamo principalmente distributori e falegnami di grandi dimensioni, garantendo loro la consegna in 24 ore del prodotto standard e diminuendo notevolmente anche quella del prodotto speciale, che normalmente siamo in grado di fornire in cinque giorni lavorativi rispetto ai normali 15-20. Possiamo dire che la nostra affermazione è stata direttamente proporzionale alla capacità assecondare la velocità che il mercato stesso chiedeva. Puntare sul TSS, poi, ci ha permesso di strutturare una fase produttiva certamente più rapida e uniforme. Anche questo ha fatto la differenza.

La nuova sede occupa 15.000 metri coperti, dei quali circa 1.600 adibiti e uffici e accoglienza

Cosa ha rappresentato per Viemme la decisione di puntare su porte realizzate in TSS?
Questo materiale ha avuto la capacità di offrirsi come ottima alternativa a una materia prima come il legno, sempre più raro e costoso, sommando al fattore prezzo la sua ecologicità, la resistenza e l’affidabilità, abbinate a una crescente cura estetica e alla possibilità di supportare soluzioni tecniche all’avanguardia. Da ultimo, grazie ai prodotti in TSS, la porta, prima considerata come l’ultimo elemento nella creazione di soluzioni d’arredo, oggi è perfettamente integrata nelle scelte di designer e mobilieri, e sempre più spesso diventa protagonista della scelta progettuale.

Può illustrarci le caratteristiche dell’impianto di produzione e del magazzino?
Disponiamo costantemente di circa 20.000 pannelli da ferrare e altrettanti telai, ponendo particolare attenzione alla gestione delle scorte che, sommata alla divisione degli spazi a magazzino tra prodotto finito, semilavorato e in produzione, ci permette di gestire con la massima elasticità l’elaborazione degli ordini. Se la scelta di disporre di scorte in gran numero richiede certamente un investimento importante in termini di capitale immobilizzato, la stessa viene ripagata con la capacità di disporre sempre della materia prima e di lavorare non sulla singola commessa, ma per rifornire il magazzino e soddisfare un mercato in cui sempre più prevale la richiesta del “just in time”. Non siamo per una digitalizzazione portata all’estremo: non vogliamo correre il rischio di ritardare una consegna perché si blocca il sistema operativo. Chiaramente, siamo aperti a tutte le soluzioni che ci permettano di migliorare la produzione senza comprometterne la versatilità: quest’anno, ad esempio, implementeremo un sistema basato sui codici a barre che ci supporterà in un’ulteriore diminuzione dell’errore.

Dal vostro punto di vista, come è cambiato il mercato negli ultimi anni?
Il mercato ha ovviamente risentito dei profondi cambiamenti subiti dal settore immobiliare nell’ultimo decennio. Prima della crisi del comparto edilizio, le case venivano vendute e pagate già prima di essere realizzate e l’impresa costruttrice si occupava della scelta di finiture che, a capitolato, comprendevano anche le porte. Oggi, dopo anni caratterizzati da una quota crescente di invenduto, per il privato la possibilità di personalizzazione è diventata norma, perché la casa viene terminata successivamente all’acquisto. Chi vende e installa porte viene sempre interpellato in quest’ultima fase e pertanto deve soddisfare una richiesta ormai diventata un imperativo: la velocità nella consegna.

L’ampia sala meeting è dedicata agli incontri con distributori, rivenditori e architetti

Come crede si ripercuoterà la nuova immagine Idoor sui rivenditori del vostro marchio?
I distributori hanno recepito molto bene la scelta di puntare sul brand Idoor, che si è imposto quasi naturalmente in pochi mesi. Il messaggio è stato chiaro fin da subito: chi sceglie le nostre porte può sempre contare su tradizione, affidabilità e soprattutto sulla capacità di offrire un marchio identificabile e un catalogo completo, con una profondità di gamma basata su 37 finiture tutte disponibili a magazzino. I distributori hanno compreso che Idoor non è solo un brand, ma una scelta per guardare avanti.

Quali sono i progetti per il futuro?
Al momento siamo impegnati nella realizzazione di un modello filomuro e nello sviluppo di nuove finiture capaci di soddisfare le più recenti tendenze d’arredo. Abbiamo inoltre pianificato il potenziamento dell’area produttiva sia con un ampliamento strutturale di circa 20.000 metri quadrati, da realizzarsi entro il 2020, sia con l’inserimento di macchinari e tecnologie altamente innovative. Come in passato, anche nei prossimi anni continueremo a investire per migliorare ulteriormente quelli che sono già i nostri punti di forza: ottimo servizio e qualità di prodotto elevata.

Per gestire gli ordini con la massima elasticità, l’area di stoccaggio, contigua al reparto di produzione, dispone costantemente di circa 20.000 pannelli da ferrare e altrettanti telai

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