Moderni Metodi di Costruzione: sette categorie per incrementare la produttività attraverso l’industrializzazione edilizia

L’incontro tra industria ed edilizia rappresenta una grande possibilità per il settore delle costruzioni. Durante REbuild 2019 si è discusso sulla traduzione e l’adattamento del MMC Definition Framework pubblicato dal Governo inglese a marzo 2019 e riportato nell’inserto speciale all’Outlook 2019: una classificazione per la comprensione e l’adozione dei Moderni Metodi di Costruzione (MMC), dall’edilizia off-site all’ottimizzazione del processo edilizio in cantiere, fino ai processi innovativi.

Sette le categorie, applicate alle diverse tipologie costruttive e ai materiali strutturali, che descrivono la gamma di approcci dei MMC, che spazia dalle soluzioni di industrializzazione off-site, near-site e on-site, fino all’adozione di tecnologie più innovative. Sette strade per un unico obiettivo: incrementare la produttività delle costruzioni, ferma da decenni con conseguenti costi e tempi per gli interventi edilizi troppo alti. Le categorie indicate rappresentano quindi sette possibili strategie di evoluzione delle costruzioni.

Le prime cinque categorie raffigurano il risultato di un investimento volto alla produzione in fabbrica e all’assemblaggio in cantiere, le altre due puntano ad aumentare l’efficienza delle attività in cantiere, con un impatto diretto sulla produzione edilizia in termini di materiali, lavoro e coordinamento in situ. Se nelle prime si incide sulla riduzione delle attività di mobilitazione, sull’economia circolare complessiva e sul miglioramento della logistica, nelle altre si riscontrano migliori performance sulla gestione dei rifiuti e sul monitoraggio e controllo grazie alle tecnologie digitali e la robotica.

L’obiettivo è quello di delineare una via italiana verso un’edilizia caratterizzata da maggiori livelli di efficienza e produttività, benché contenga alcune criticità intrinseche. A partire dal diverso patrimonio edilizio tra Inghilterra e Italia, con l’esigenza di nuove costruzioni nel primo caso e di riqualificazione e ampliamenti nel secondo, si coglie la centralità di «uno strumento per comprendere e confrontare i nostri passi in avanti con un linguaggio e una metrica internazionale, facendo tesoro delle esperienze più avanzate nel dialogo tra sviluppi tecnologici e politiche pubbliche», come sottolinea Thomas Miorin, presidente di REbuild.

La prima versione degli MMC, correlati anche dell’indice di prefabbricazione (PMV) per la stima del valore creato dall’esecuzione delle lavorazioni non in cantiere sul totale della commessa, è riferita agli immobili a uso residenziale. Per l’applicazione all’edilizia in generale sarà necessario un lavoro di estensione di questa classificazione, avendo sempre chiara la direzione di una maggiore sostenibilità generale derivante dall’integrazione dei processi e da un’automazione in grado di ottimizzare la progettazione.

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