Passato e presente

Cantina Ferrocinto, Francesco Lamanna

In Calabria, una barricaia con doppia vista sulle vigne

I materiali scelti per strutture e superfici si sposano con gli elementi naturali del contesto: il corten, così scabro e dal colore ferroso, si armonizza con le rocce tipiche di questa zona della Calabria

Si prova sempre un’emozione particolare entrando in una cantina vinicola. È un misto di rispetto per una tradizione antichissima e il fascino per la magia che trasforma un semplice grappolo d’uva in un liquido inebriante. Ma, soprattutto, c’è la seduzione epicurea verso il rito che prelude alla degustazione: le fasi in cui i vini invecchiano, maturano con lentezza, si preparano nelle barrique fino a quando non saranno pronti. Non stupisce, quindi, che la progettazione di una barricaia sia intesa non solo a creare un luogo di attività produttiva, ma a interpretare la suggestione e la storia che un’azienda vinicola evoca.

È quello che succede nella barricaia della Cantina Ferrocinto, un nuovo volume materialmente, fisicamente e idealmente connesso con le vigne e le terre che lo circondano. Il progetto è dell’ingegner Francesco Lamanna, che ha disegnato a Castrovillari, in Calabria, un edificio all’interno del complesso vinicolo esistente, circondato da 50 ettari di dolci declivi, tra filari di viti e antichi ulivi.

La lunga serie di arcate in pietra che scandisce la facciata è tutto quel che resta dell’antico fienile, ormai distrutto. Le vetrate dai profili in corten si possono aprire quasi completamente, creando un passaggio continuo tra la sala degustazione e il giardino

Il nuovo volume è disposto su due livelli – di cui uno interrato – e dall’esterno si percepisce come una lunga stecca adagiata su un dislivello del terreno. Prendendo ispirazione dalle rocce e dalle vigne che circondano la cantina, i materiali scelti per struttura e rivestimenti sono il corten con le sue calde e ferrose cromie, l’acciaio inox e l’intramontabile legno: tutti elementi forti, scabri e legati alla terra.

All’interno di questo volume squadrato, i due piani si distinguono per utilizzo e per luminosità: il livello superiore, infatti, si spalanca verso la campagna attraverso due lunghe vetrate aggettanti, incorniciate all’esterno da profili in corten, che spiccano contro la superficie a listelli di legno della facciata sottolineandone ancora di più la diversa profondità.

Il prospetto con vista sulle vigne si apre con le due ampie vetrate, il retro è invece più lineare, con due corpi compenetrati ma con diversi rivestimenti materici: uno sempre in corten a doghe verticali, l’altro a listelli di legno orizzontali

Da lontano, le due finestrature così ampie e marcatamente incorniciate sono distinguibili sia di giorno sia di notte, diventando un elemento visivo catalizzatore per tutta la vigna. Le vetrate sono a tutt’altezza, scandite solo dai profili verticali, e danno luce a un ampio spazio organizzato a open space, pensato per l’accoglienza degli ospiti, come una sala degustazione e una location per eventi.

Anche qui i materiali utilizzati riprendono i temi della terra e del luogo, con una campitura e cassettoni in legno di rovere per i soffitti e, per la pavimentazione, un rivestimento in resina grigia che richiama le superfici cementizie della tradizione locale. Per le vetrate sono stati scelti serramenti in corten, con un sistema di facciata continua che, grazie a montanti e traversi di grande inerzia e sezione contenuta, consente di osare facciate dalle ampie superfici vetrate.

Una vista della sala interna, con l’ampia vetrata che si spalanca sulla vigna. Le vetrate sono a tutt’altezza, scandite solo dai montanti verticali. I pavimenti sono rivestiti in resina grigia, evocando le superfici cementizie della tradizione tipica locale, mentre i soffitti sono a cassettoni di legno di rovere

Il prospetto che invece si apre verso il resto del complesso vinicolo, dove spicca uno scenografico castello dell’Ottocento, è la somma di due volumi compenetrati, distinguibili per il diverso rivestimento: uno a doghe orizzontali di legno e l’altro a lastre verticali in corten. Sulla facciata si apre l’ingresso ufficiale all’edificio, con una serie di portefinestre sul giardino con serramenti in corten ad alte prestazioni di isolamento e tenuta. Al piano inferiore, interrato e in parte scavato nella roccia, c’è il vero cuore dell’azienda: la barricaia. Il vino è custodito in 200 barrique di rovere e sono stati previsti spazi appositi attrezzati a celle frigorifere per la produzione degli spumanti.

Nel piano interrato è organizzata la sala delle barrique, con 200 botti schierate su piedistalli in legno. Per richiamare l’atmosfera da cantina il soffitto è fasciato da morbide volte a doghe di legno illuminate da faretti spot

CANTINA FERROCINTO  
Dove: Castrovillari (Cosenza)
Progetto architettonico: ing. Francesco Lamanna
Collaboratori: Maria Luisa Pascuzzi e Ida Chiurco
Direzione lavori: ing Francesco Lamanna
Impresa costruttrice: Mazzuca Giovanni & Sergio (Cosenza)
Superficie totale costruita: 1.600 metri quadrati
SERRAMENTI
Finestre: in corten, modello Ebe 65 e di Secco Sistemi
Facciate continue: in corten, modello 4F di Secco Sistemi
Porte esterne: in corten, modello Ebe 65 di Secco Sistemi
Porte interne: in corten, modello SA 15 di Secco Sistemi
Vetri: Saint Gobain

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