Spazi d’arte in piena luce

Museo d’Arte Moderna a Berlino, Petra e Paul Kahlfeldt

A Berlino, un atelier d’artista degli anni Trenta si trasforma in un museo d’arte moderna

Il museo ospita numerose opere d’arte del dopoguerra tedesco in un ambiente principale a doppia altezza ampio e luminoso

Nasce come un edificio dalle linee rigorose e compatte, pensato dall’architetto Hans Freese per lo scultore Arno Breker, uno dei più attivi fra il 1938 e il 1941 nel distretto di Dahlem, Berlino. In questo periodo, dove ogni forma d’arte è finalizzata a esaltare la visione e il pensiero del Reich, nella “Grande Berlino” vengono costruiti alcuni Atelier di Stato destinati ad artisti che avrebbero dovuto occuparsi del ridisegno della capitale. Quello di Arno Breker è appunto uno di questi.

Sviluppato su un impianto simmetrico e articolato in tre corpi di fabbrica, l’edificio è caratterizzato da un rivestimento in mattoni e da porte finestre a tutta altezza per consentire il passaggio di grandi sculture. Gli spazi interni, di ampie proporzioni, sono allestiti con materiali di pregio – basi in marmo per le sculture, stucchi, porte in legno di quercia – e grandi lucernai a soffitto.

I sottili profili restituiscono alle facciate l’immagine originale e rispondono adeguatamente ai requisiti di raffinata eleganza degli interni

Dopo le vicissitudini della guerra e rimaneggiamenti successivi, l’Atelier è stato recentemente restaurato e trasformato nel Museo d’Arte Moderna. A occuparsi del progetto sono stati gli architetti Petra e Paul Kahlfeldt, che si sono concentrati sul recupero e la valorizzazione degli elementi architettonici principali. La costruzione, che si presentava rigorosa e compatta, è stata mantenuta esternamente in tutto il suo aspetto originario, concentrando gli interventi sulle aperture presenti sulle facciate. A questo proposito si è riservata una particolare attenzione agli infissi, che su alcuni prospetti si sviluppavano in aperture a tutta altezza per illuminare i grandi ambienti interni.

L’intento dei progettisti è stato da subito quello di mantenere l’immagine originale dell’edificio, con i rapporti e le proporzioni già esistenti tra superfici piene e trasparenti. Tutti i serramenti sono in acciaio zincato verniciato, caratterizzati da profili con sezioni minime (da 27 a 62 millimetri) che permettono di ottenere una superficie vetrata molto ampia, in linea con le tendenze della progettazione moderna. Questa tipologia di serramento ha permesso un intervento sull’esistente in perfetta linea con la rilettura storica del progetto operata dai progettisti, ma anche con le esigenze di luminosità degli spazi interni.

Grandi aperture vetrate si affacciano sul giardino interno

Durante la fase di restauro è stato esteso il balcone originale della galleria orientale con la realizzazione di una nuova porta, mentre l’ingresso principale è stato spostato verso il lato ovest con l’inserimento di uno spazio d’ingresso nel padiglione occidentale, che ospita la biglietteria, il guardaroba e un piccolo negozio. Agli ambienti interni è stata restituita la naturale luminosità anche grazie al mantenimento dei grandi lucernari a soffitto e alla scelta di una tinteggiatura sui toni del grigio pallido per le pareti, in perfetta armonia con il bianco delle grandi porte originali in legno.

Foto di Stefan Müller

La naturale luminosità degli ambienti è garantita dai grandi lucernari a soffitto e dai toni chiari della tinteggiatura delle pareti

Museo d’Arte Moderna  
Dove: Berlino (Germania)
Edificio preesistente: Atelier di Stato Kunsthaus Dahlem
Progettista: Petra e Paul Kahlfeldt
Serramenti: in acciaio zincato verniciato, modello Secco Sistemi OS2 75
Installazione serramenti: Jens Schröter Metallbau GmbH

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