James-Simon Galerie, David Chipperfield Architects

Dopo una realizzazione durata alcuni anni, la James-Simon Galerie è stata completata e svolge il ruolo di “porta di ingresso” dell’Isola dei Musei di Berlino. I lavori avviati nel 2009 hanno fatto seguito al masterplan elaborato da Davi Chipperfield nel 1999 per la Museumsinsel che ne faceva uno dei suoi punti cardine insieme a un percorso sotterraneo pensato per collegare tutti gli edifici la Archaeological Promenade.

Oltre a un auditorium da 300 posti e a uno spazio per mostre temporanee, la James-Simon Galerie ospita i servizi di accoglienza, tra cui biglietteria, guardaroba, bar, servizi igienici e libreria, per i visitatori dei musei della Museuminsel (Pergamon, Bode Museum, Altes Museum, Neues Museum, Alte Nationalgalerie). Ed è proprio il dialogo che ha saputo instaurare con gli altri edifici il tratto distintivo del progetto.

La purezza del bianco, l’inserimento a livello planimetrico nel sito, la scansione regolare del colonnato conferiscono al volume un’impronta classica ma, allo stesso tempo, un’immagine contemporanea, un’identità forte, rigorosa e severa ma che non prevarica il delicato equilibrio gerarchico instaurato tra gli edifici. I riferimenti formali sono evidenti. Il colonnato di ordine gigante e l’imponente scalinata d’accesso, oltre all’uso della pietra negli esterni, rimandano espressamente agli edifici adiacenti, mentre il calcestruzzo gettato in opera per gli interni è una scelta di rottura. Un propileo contemporaneo che si erge su un alto zoccolo in pietra crea una grande terrazza sul fiume Sprea e dialoga con il Neues Museum progettato dall’architetto prussiano Friedrich August Stüler a metà del XIX secolo.

La James-Simon Galerie, che deve il suo nome al mecenate tedesco-ebreo che donò la sua prestigiosa collezione alla città, oltre ad assolvere il ruolo di ospitare le funzioni citate, è un luogo urbano a cui è affidato il compito di riorganizzare le relazioni urbane e l’accessibilità dell’intera Isola dei Musei. Un edificio pubblico nel cuore della città in grado di generare nuove connessioni, organizzare i flussi, ridefinire le modalità di fruizione dell’isola.

A dare forma a un approccio progettuale che attraverso un’impostazione classica esprime un linguaggio contemporaneo contribuiscono tutti gli elementi architettonici che definiscono i volumi, le geometrie rigorose, le campiture uniformi. Il disegno delle “facciate” definito dalla scansione modulare delle colonne e dai i giochi di luci ed ombre generati da tettoie profonde viene impreziosito nella sua essenzialità dal perfetto minimalismo dei serramenti EBE 65 ed EBE 85 in ottone brunito di Secco Sistemi. Immagine pulita, geometrie essenziali, materiale pregiato che ben si integra con le finiture dei serramenti storici presenti negli edifici adiacenti.

EBE è un sistema versatile, con il quale dare vita a geometrie e profili diversi, che ben si inserisce in contesti storici ma anche in edifici contemporanei. Dal punto di vista tecnologico è un sistema che assicura elevate prestazioni di isolamento e tenuta che durano nel tempo. Performance garantite dalla tecnologia della giunzione a taglio termico, in poliammide e poliuretano che permette di realizzare profili strutturali forti con sezioni contenute.

Foto Alessandra Chemollo

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