Ivo Pellegri: Il gusto dell’essenzialità

Il designer deve risolvere problemi concreti e semplificarci la vita. Così la pensa l’architetto Ivo Pellegri

Wing Boiserie di Alias Porte Blindate consente di far continuare il pannello della porta con una boiserie complanare che crea continuità sulla parete. La blindata è in classe antieffrazione 3 e ha elevata capacità di isolamento termico e di abbattimento acustico

«Il designer non deve essere un artista, ma questo non pregiudica un suo accostamento all’arte. Ritengo però che il designer debba soprattutto orientare il suo sguardo sull’industria» racconta a Porte & Finestre l’architetto Ivo Pellegri, spiegando che il suo modo di essere designer è molto concreto. «Il design è un mezzo per risolvere problemi quotidiani – i miei – semplificando la vita, innanzitutto a me».

Il design, quindi, deve creare oggetti pratici…
Esatto. Ogni cosa la penso comoda e utile: gli oggetti servono per semplificare la vita, non per creare disagi a chi ne fa uso. Per esempio, troppe porte con maniglie obliterate possono mettere a disagio le persone che vi interagiscono: si deve sempre poter comprendere come si apre una porta! Quindi, e soprattutto, detesto le spiegazioni: quando un oggetto non sa spiegarsi da solo è frutto del più pessimo design.

Da alcuni anni collabora con Viemme Porte. Quali modelli ha disegnato e con quali tratti distintivi?
Ho disegnato tutta la collezione IDoor, la cui caratteristica principale è la massima versatilità perché, nonostante prerogative specifiche, ogni soluzione è interscambiabile tra un modello e l’altro. Oltre alla reversibilità, la serie ha cerniere a scomparsa, con aggancio rapido e regolabile. I modelli IDoor Alu hanno telaio in alluminio, mentre le IDoor Only sono porte con telaio a scomparsa rasomuro, espressamente concepite per il montaggio su soluzioni a secco, quindi dove è previsto il cartongesso. La collezione è stata pensata per soddisfare il 95% del mercato, anche grazie alle dimensioni unificate.

“Quando un oggetto non sa spiegarsi da solo è frutto del più pessimo design” Ivo Pellegri

Le porte a tutta altezza sono uno dei trend attuali. Cosa ne pensa?
Queste porte possiedono grande fascino e sanno caratterizzare ogni ambiente, personalizzandolo con finiture laccate, metallizzate, con vetri acidati oppure serigrafati. L’unico problema, non trascurabile a livello industriale, è la polarizzazione verso soluzioni sartoriali, che inevitabilmente fanno lievitare i costi. La risposta dei produttori è rappresentata dall’innalzamento dell’altezza delle porte fino a 240 centimetri, rispetto ai 210, soluzione che non ritengo corretta. Le porte, così, non sono più reversibili e diventa quindi indispensabile scegliere a monte la modalità di apertura. In questo caso è l’industria a dover soddisfare l’architetto che, impegnato in questa incessante ricerca di unicità, sembra dimenticare il suo ruolo di designer, ovvero di chi progetta un manufatto replicabile in perfetta serialità.

Ivo Pellegri ha curato il nuovo headquarter di Idoor, in particolare gli uffici e lo showroom. In quest’ultimo, la luce ha un ruolo importante per accentuare i chiaroscuri e rendere più vive ed emozionali le porte

Quali materiali preferisce per le porte?
Amo il legno, unico nella sua sostanza, che ritengo un materiale di finitura adatto per soluzioni importanti e per serie limitate. Mentre i materiali correntemente impiegati nel settore sono i laminati, le superfici laccate e i metalli nobili.

Cosa pensa della grande diffusione delle superfici in laminato e della loro valenza estetica?
Nell’era digitale il laminato sta spopolando per la continua evoluzione delle tecnologie di produzione. La sua valenza estetica sta migliorando di continuo in termini di resa fotografica. La proposta dei laminati è partita da semplici fotografie e, nel tempo, alla bidimensionalità (altezza e larghezza) si è aggiunta la terza dimensione (profondità), poi la quarta (il touch) e perfino la quinta (il gloss).

Il laminato è molto realistico?
Con l’evoluzione digitale, la semplice fotografia si sta trasformando in un’immagine più naturale del naturale, un autentico ipernaturalismo che l’industria apprezza soprattutto per l’aspetto seriale. I pannelli delle sono tutti esattamente uguali, pertanto se uno dovesse rovinarsi la sua sostituzione non sarebbe avvertita visivamente. Diversamente, ogni volta che si è resa necessaria la sostituzione di un’anta in legno, purtroppo o “per fortuna” i due pannelli non erano uguali.

Quali caratteristiche ha la sua porta ideale?
Deve adattarsi al muro con grande naturalezza. Deve essere un elemento di chiusura, insonorizzazione, ermeticità e al contempo comunicazione. Una porta che disegnato molti anni fa spiega bene questo concetto: la presenza di una striscia di striscia di cristallo nel pannello collega gli ambienti, preservando l’intimità degli ambienti. Una porta serve a dividere due ambienti, ma se fa passare la luce e fa capire che c’è una presenza, senza rivelarla completamente, riesce a separare con maggiore leggerezza, nel rispetto della privacy.

Nella progettazione della maniglia quali aspetti ritiene più importanti?
Ho disegnato molte maniglie e, nel progetto, sono sempre guidato dalla funzionalità, dalla comodità e dalle corrette proporzioni, in una parola dall’ergonomicità.

Come vede il rapporto tra porta e maniglia?
È univoco. Quando disegno una porta disegno anche una maniglia.

Da cosa trae ispirazione nel suo lavoro?
Da sensazioni e input che respiro, sempre con la finalità di produrre valore, mai fini a se stesse. Quindi, un manufatto è giustificato dalla sua richiesta, producibile in serie e in ogni caso funzionale.

Come si può valorizzare il “prodotto porta” nel punto vendita?
Negli showroom che ho progettato ho sempre cercato di creare situazioni emozionali: la luce non deve mai “lavare” l’oggetto, ma deve aumentarne il chiaroscuro, renderlo più emozionante, più fisico, più vivo. I prodotti si valorizzano inserendoli nell’ambiente, fino a fondersi con esso, oppure contrastandoli con un’illuminazione che sa assecondare la specificità del prodotto.

Who’s who
Essenziale: così definisce il suo design l’architetto Ivo Pellegri. Alla base della sua filosofia progettuale c’è infatti l’equilibrio tra tendenze, gusto personale ed esigenze architettoniche. Il bilanciamento dei volumi e dei materiali riflettono il suo impegno costante verso la creazione di un’atmosfera equilibrata. Queste idee hanno permesso di vincere il premio Aluminium in Renovation, nel 2007 a Bruxelles, per la migliore facciata industriale europea dell’azienda farmaceutica Guna di Milano. Nel settore dei serramenti, dal 2003, collabora con Viemme Porte, per la quale ha progettato la nuova sede ed è responsabile delle nuove collezioni di porte per interni Idoor. Dal 2008 collabora anche con Alias, per la quale si è occupato – e tuttora si occupa – soprattutto dello sviluppo del sistema di porta blindata Wing. La versione rasomuro e resistente al fuoco Wing Wall EI2-60 è stata inserita dell’ADI Design Index 2016, tra i prodotti che hanno concorso al premio Compasso d’Oro ADI 2018.
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