Industrial style

Casa industrial style, Rachele Biancalani

Dettagli hi-tech per una casa che vive il presente attraverso il recupero dal passato di mobili e materiali scabri

Una porzione di una parete del soggiorno è stata lasciata con i mattoni a vista tinti in nero opaco per creare un motivo decorativo che recupera lo stile industriale dell’appartamento. La porta d’ingresso si spalanca direttamente sul soggiorno open space, arredato con diversi mobili di recupero

In provincia di Arezzo, un appartamento ricavato all’interno di un edificio dalle altissime prestazioni di risparmio energetico, così autosufficiente da entrare a pieno diritto nella categoria nZeb, acronimo per Nearly Zero Energy Building. Stiamo parlando di un’architettura residenziale dalla resa energetica praticamente perfetta, dove grazie agli impianti green e alle soluzioni tecnologiche il consumo delle risorse è quasi pari a zero. Un “congegno” perfetto, ma che si rivela complicato quando bisogna modificare pianta e dimensioni dei locali per venire incontro alle esigenze di chi vive nell’appartamento.

La soluzione Un vecchio banco da lavoro in legno grezzo, con tanto di accessori originali, è diventato un piano cucina con fuochi a incasso

Le richieste sono state ascoltate e interpretate dallo Studio di Architettura e Interior Design di Rachele Biancalani Architetto, che è intervenuto modificando solo in minima parte la pianta, concentrandosi sulla fruibilità della casa e rivedendo le dimensioni delle camere e i percorsi.

Dall’ingresso, con una porta blindata bianca che si mimetizza nella parete, si accede direttamente all’ampio e luminoso living. Questo spazio open è organizzato con le tre classiche zone funzionali, lasciate a vista e poste parallelamente tra loro: una cucina con un lungo bancone, un’area pranzo che si sviluppa lungo un tavolo e un angolo relax offerto da un ampio divano angolare.

I serramenti in essenza di cipresso lasciano a vista le nodosità e le sfumature del legno

Due porte finestre si spalancano su un terrazzo: la prima di pertinenza dell’area cucina è a battente, la seconda è a doppia anta scorrevole. Visto lo stile della casa, giocato sui materiali e i colori tipici dell’architettura industriale, i serramenti sono in cipresso (realizzati da Valdarno Infissi, con triplo vetro BE di Saint Gobain), con l’essenza chiara del legno lasciato a vista.

Tutta la casa, infatti, recupera gli elementi dell’industrial style, con pavimenti in resina grigia che fanno da fondale al tavolo in legno grezzo, acciaio corten e pilastri in cemento scabro. Due delle pareti di questo ambiente sono state lasciate in mattoni faccia a vista, dipinte di un nero opaco e quindi messe in risalto da una serie di faretti orientabili: così definite tra le altre pareti candide si stagliano nel soggiorno come quinte decorative.

Non sono previste tende o cortine: al loro posto, sono state montate schermature a lamelle in alluminio orientabili direttamente all’esterno

Anche la scelta di non schermare le vetrate con tende o tessuti contribuisce all’impronta hi-tech della casa: la resa estetica dei profili a vista, nudi, resi ancora più evidenti dai nodi e dalle imperfezioni del legno, è immediata ed efficace. Non solo. Spalancandosi quasi completamente sul grande terrazzo, la mancanza di tende e cortine rende più diretta non solo la vista dello spazio all’aperto, ma soprattutto i passaggi da interno ed esterno.

Al loro posto, però, secondo l’indicazione delle case a risparmio energetico, sono state montate schermature esterne, direttamente nel terrazzo, così da mettere comunque anche gli interni al riparo dalla luce e creare un filtro per il ricambio dell’aria. La soluzione scelta è a lamelle oscuranti orientabili in alluminio (modello Metalunic di Griesser).

La testata del letto della camera padronale, realizzata su disegno di Rachele Biancalani, è stata recuperata dalla precedente abitazione di proprietari. Una porta scorrevole a scomparsa divide il bagno dalla camera

Dal soggiorno si accede, attraverso un piccolo disimpegno, alla zona notte, che comprende tre camere da letto e due bagni. Anche qui, come nella zona giorno, sono stati montati serramenti in legno di cipresso. In una camera il bagno si affaccia direttamente sulla stanza, separata dalla doccia solo da una quinta in vetro. Come spiega l’architetto, «La soluzione punta a fare in modo che, entrando nella stanza, l’effetto open space non faccia percepire i limiti spaziali di un bagno molto vicino alla porta d’ingresso della camera». Una porta scorrevole a scomparsa, in legno laccato bianco, divide poi questo spazio privato dalla camera.

Foto di Matilde Maddalena Fotografia e Rachele Biancalani Studio

L’idea Una parete di vetro annulla la percezione dei limiti spaziali del bagno, molto vicino alla porta d’ingresso della camera
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