Bonus facciate: parere positivo da parte di Finco

Il Governo sta discutendo della legge di bilancio, con l’ipotesi di introduzione del Bonus facciate. Ecco cosa ne pensa l’associazione Finco.

“Avevamo già predisposto un comunicato critico sulla manovra di Bilancio” esordisce Carla Tomasi Presidente Finco con la parziale eccezione della possibile (necessaria) rivisitazione (eliminazione) dell’art. 10 del cosiddetto decreto Crescita, ora Legge 58/2019, allorché è arrivata la novità del Bonus facciate. Ciò – insieme al piano manutenzione illustrato dal Ministro De Micheli ed alle risorse stanziate dal Ministro Costa sul tema idrogeologico – ci induce ad un cambio di cifra nel giudizio complessivo circa la suddetta manovra che, per il resto, continua purtroppo ad essere caratterizzata dalla ricorrente e controproducente attitudine a concentrarsi sui soliti noti, specie se titolari di patrimoni immobiliari ancorché piccoli, ed a complicare sempre più gli adempimenti fiscali (vedi ad esempio estensione del regime del reverse charge).”

Il piano di manutenzione delle infrastrutture e dei territori fa parte di una decennale strategia ritenuta prioritaria da Finco (“Legge Obiettivo no, Obiettivo Manutenzione sì”) ribadita in tutte le sedi, da ultimo con il progetto “Per un’Italia più bella e più sicura”, presentato nel tempo ai Presidenti del Consiglio Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte.

Il “Bonus facciate” potrebbe costituire  non solo uno stimolo al miglioramento estetico delle città come anche dei comuni più piccoli e dei borghi storici (importante sarà il ruolo delle soprintendenze, quanto indispensabile sarà una revisione dei piani colore territoriali), ma anche e soprattutto un rilevante volano economico, incluse interessanti ricadute sul turismo.

“Restiamo comunque in attesa di vederne l’articolato per un giudizio più preciso: il condizionale è infatti d’obbligo perché per ora siamo a due righe riportate al punto 4 della Tabella III ( 1/13) del Documento programmatico di Bilancio 2020. Ciò anche per programmare i lavori” continua Carla Tomasi “che scaturiranno da questo bonus, che naturalmente deve essere armonizzato con quelli relativi ad efficienza energetica e sismica (bene l’allargamento alla zona 3). Qualcuno li rimanderà nell’attesa, ma ben di più potrebbero essere coloro che ne inizieranno di nuovi in virtù di questa misura.”

Per quanto riguarda i settori rappresentati da Finco, oltre alla Filiera dei Beni culturali, sono possibili importanti impulsi nei settori dell’efficienza energetica in particolare degli infissi e delle schermature solari.

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