La casa del futuro? Una nuova sfida

Paola Caniglia, Home & Retail Director di BVA DOXA

Gli italiani, si sa, continuano ad amare la propria casa che vivono come rifugio, espressione di sé e luogo di condivisione. Negli ultimi anni, però, è cambiato lo stile di vita degli italiani che trascorrono più tempo in casa, che per un connazionale su tre è diventata anche luogo di lavoro. Di conseguenza, alla casa si chiede molto di più. CasaDoxa, l’Osservatorio Nazionale sugli italiani e la casa, ci dice che deve essere luogo di comfort, inteso oggi come un mix di luminosità degli ambienti, isolamento termico e acustico, sicurezza, efficienza energetica, adattabilità e tecnologia, che trova la propria sintesi nella smart home su cui due terzi degli italiani ha intenzione di investire.

La scommessa che anche la distribuzione dovrà affrontare, quindi, è proprio questa. Oltre a tutti gli elementi legati al comfort indoor, un altro driver di consumo potrebbe essere la sicurezza, perché se la casa ha un così grande valore è necessario proteggerla. Deve essere sicura. Sicurezza e tecnologia, sicurezza e smart home hanno finora guidato gli acquisti ma con una progressione molto piccola: dal 5% al 6% all’anno, perché la smart home non era ancora percepita come elemento capace di rendere la vita più confortevole.

Adesso, però, l’introduzione degli smart speaker sta proponendo uno scenario totalmente diverso perché, entrando nelle nostre case, diventano app uniche attraverso le quali è possibile gestire più strumenti molto semplicemente tramite un comando vocale. Attraverso la voce si possono abbassare le tapparelle, accendere le luci, scegliere la musica da ascoltare e fare tante altre cose. La smart home diventa quindi un reale elemento di comfort, facilitatore e aggregatore di molti componenti che abbiamo all’interno della casa.

Le opportunità offerte dalla tecnologia, dalla domotica sono importanti. La distribuzione dovrebbe e potrebbe coglierle dialogando maggiormente con gli altri attori della filiera, poiché la collaborazione tra produttori, retailer e installatori potrebbe facilitare il coinvolgimento della fascia di consumatori che non dialoga con Amazon e Alexa, che molto hanno fatto per la diffusione degli smart speaker, ma hanno nel punto vendita l’interlocutore di riferimento. Ovviamente, il punto vendita deve saper risolvere il problema e non fermarsi alla vendita del prodotto. Deve entrare nella logica del consumatore in maniera effettiva, concreta, e diventare suo interlocutore privilegiato.

Pensiamo, ad esempio, a Facile Ristrutturare, l’impresa di ristrutturazioni con sedi in tutta Italia. È stata creata da due giovani che hanno capito cosa chiedesse il mercato e hanno risposto diventando unici interlocutori. Hanno messo a disposizione dell’utenza più figure professionali: l’architetto per la personalizzazione del progetto della casa, l’imbianchino, l’idraulico, l’elettricista. Inoltre, hanno preso accordi con serramentisti, produttori di ceramiche e arredamento, agevolando e accelerando la decisione di ristrutturare la casa da parte di chi non avrebbe avuto accesso all’architetto o che autonomamente avrebbe dovuto cercare diverse figure professionali, confrontare preventivi…

La mancanza di tempo è ciò che sempre più contraddistingue le nostre vite e il nostro quotidiano, l’offerta è molto ampia, scegliere non è facile, pertanto contare su qualcuno che possa fare sintesi di esigenze e desideri, occuparsi del capitolato, della definizione dei prezzi e del contratto è certamente una formula di successo, perfettamente in linea con quanto oggi gli utenti desiderano e su cui sono disponibili a spendere e investire. La casa è in cima ai pensieri ed è un oggetto del desiderio, il contenitore che ci fa piacere plasmare a immagine e somiglianza nostra, della nostra famiglia e dei nostri sogni. Il futuro, dunque, è assolutamente chiavi in mano. Questo si deve offrire, se si vogliono vincere le sfide poste dalla smart home, dalla casa del futuro!

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